Risvegliati dall’incubo: esci dei confini di Matrix con il Transurfing

Vadim Zeland, gia del suo primo libro “lo spazio delle varianti”, ci ha portato in una realtà che non pensavamo fosse possibile. E invece, man mano che ci siamo addentrati nel suo oceano quasi irreale, ci siamo visto ben presto surfare sulle nostre infime possibilità (e proprie realtà).

Vediamo fiorire ogni giorno nuovi concetti su quello che si chiama “fisica quantistica” ovvero la scienza delle probabilità e delle possibilità e devo dire che prendere questo concetto scientifico e adattarlo alla nostra vita di tutti i giorni è per dire poco straordinario.  Ma di cosa si parla in realtà?

 

 

Veramente c’è lo spiega molto bene Vladimir, nei suoi libri, con un linguaggio semplice e scorrevole, ricco di storie che ci rapiscono e che ci fanno aprire lentamente la mente su degli orizzonti sconosciuti, ma allo stesso tempo, favolosi. Ci parla dei “pendoli” (che possono essere strutture organizzate, economiche, finanziarie, mediatiche, religiose)  ovvero di come la nostra mente se crea dei piccoli pensieri che aderiscono o non aderiscono a quei piu grandi (citati prima) e che possono esserne rapiti o nel caso contrario, respinti. Un po come quando si mette la mano in un boccale di colla: anche se ritiriamo la mano, un po di colla rimane sulla mano, e cosi come i nostri propri pensieri: se incontrano serbatoi di pensieri simili, possono essere arricchiti o nel caso contrario, semplicemente distrutti.  E cosi Vladimir ci spiega come cavalcando le onde delle energie, si può facilmente riuscire nei nostri obiettivi o desideri, invece a volte, anche se c’è la mettiamo tutta, continuiamo a non vedere niente all’orizzonte, anzi, ad essere pure continuamente ostacolati!

Il Transurfing ha come base la Fisica Quantistica. Senza entrare completamente in considerazione, possiamo dire che è una scienza che ha gia dei tempi di Albert Einstein e di David Bohm, ha avuto i suoi successi. Già allora, si sapeva che “la realtà esiste solo al momento in cui se la osserva”. E cosi, l’Uomo con la sua intenzione di studiare i fenomeni, influenza massivamente la realtà che osserva, e i risultati che ne derivano. E cosi anche Vladimir ci espone che quando portiamo un attenzione particolare su cio che siamo o che facciamo, attiviamo non solo un cambiamento nel nostro piccolo mondo interiore, ma anche nel grande mondo esteriore, per via della risonanza quantica.

E lo diceva anche Ermete nelle sue 7 Leggi Cosmiche “Come sopra – cosi sotto, come sotto – cosi sopra. Come dentro – cosi fuori, come fuori – cosi dentro. Come nel grande – cosi nel piccolo”. E’ una legge eterna è immutabile: quello che cambiamo dentro di noi si ripercuota fuori e vice e versa. Ed è cosi che l’Uomo o chi per lui (a volte) tessa delle tavole di realtà, intreccia i destini, s’incasina la vita….E si ritrova un bel giorno ad avere a che fare con le sue creazioni (e quelle altrui). Tutto diventa un attorcigliamento di causa-effetto, a volte anche di retrocausazione, e si ritrova catapultato in quello che si chiama “Matrix”, ovvero LA GRANDE RETE. Preso in trappola, imprigionato dei propri pensieri, delle proprie paure e destini….no sa piu cosa fare.

Allora è ora di risvegliarti dall’Incubo.

Perché ad ogni problema, c’è una via di uscita.

E Vladimir Zeland ci spiega come:

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Transurfing Vivo - Oltre i Confini della Matrix

 

Gioia? Cercala nel tuo volto

Lo sai che il tuo volto è unico?

Che nessuno è mai come te?

Hai mai cercato di cogliere la sua essenza “guardandolo” e non solo “vedendolo” allo specchio?

C’è stato un “energia misteriosa” tempo fa che l’ha disegnato al momento della tua nascita, come si disegna le stelle nel cielo?

Se ti guardi allo specchio, sei consapevole che la persona che guardi in questo momento può avere molte piu risposte che quello che pensa la persona che la sta guardando?

 

C’è sicuramente un essenza molto piu profonda che vive in te, quella stessa che ha disegnato il tuo volto, il tuo cuore, che ha saputo definire se avevi i cappelli scuri o biondi, che ti ha dato degli occhi…..E questa essenza che puoi contattare nei momenti di dubbi e di perplessità.

Il tuo volte è un enigma di cui solo tu ne conosci la storia.

E come sarebbe bello ri-scoprirti!

Pensi a come eri spensierato da bambino, quando giocavi con i tuoi amici. Pensi a le marachelle che hai combinato, a casa, a scuola, dai famigliari. Pensi ai vecchi cartoni animati, come Candy Candy, Lady Oscar, i puffi, i cavalieri dello zodiaco….Pensandoci un attimo, non so se ti stai redendo conto che il tuo volto si è ammorbidito e magari hai gia sorriso. E su il tuo volto si è formato un espressione di gioia pura….

Perché vedi, è vero, ora non sei piu bambino, e magari stai gestendo tante responsabilità e hai tanti pensieri in testa.

Ma è pure vero che ci vuole un attimo per sorridere e fare tornare la gioia della tua infanzia nella tua vita!

 

Felicità? i 10 consigli per piegarsi e non spezzarsi

Si definisce “resiliente” un materiale che si deforma, che si piega, che si torce….ma che non si spezza.

Ed è proprio questa risorse che vogliamo creare nella nostra vita per evitare l’anti-tesi della sofferenza:

LA NOSTRA FELICITA.

 

La resilienza è stata studiata dagli anni 80 da molti rami psicologici e anche da molto ma molto prima da antiche filosofie perlopiù orientali come il Buddismo.

Dagli anni 80 in poi….si chiama semplicemente “pensiero positivo” e diciamo che ha creato una buona base per le nuove figure professionali aziendali tali i consulenti e i coach.

 

Ma in cosa consiste e cosa si può fare?

 

1) Crea connessioni – cura i tuoi legami affettivi

Piu è grande la tua rete sociale, piu avrai la possibilità di conoscere nuove cose, di appassionarti per qualcosa di nuovo. In piu, queste persone potranno anche fornirti un supporto nei momenti piu “down” (Up & Down, “su” quando si è positivo e felice, “Giu”….quando si è giu di morale ;) ).

 

2. Evita di vedere i problemi come eterni

Tutto passa! diceva il nonno. Infatti, di qualsiasi cosa si tratta, anche se sembra eterno, non lo è la tua maniera di vederla. Quello che pensi sia un impedimento ora, potrà domani diventare la tua piu grande risorsa!

 

3. Accetta i cambiamenti

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Fluisci in direzione del fiume, e smetti di lottare contro i mulini a vento. Se c’è una soluzione ad un problema, che problema è? Invece se non c’è una soluzione allora non è un problema.

 

4. Sii realistico nei tuoi obiettivi

Ovvero, abbassa un po le tue aspettative. Perché quello che da la “mazzata” in realtà non è tanto l’avvenimento in sé, ma sicuramente la mancanza della realizzazione delle aspettative  che hai nutrito all’inizio. Quindi gli obiettivi sono ok! ma le aspettative no.

 

5. Prendi delle decisioni e agisci

Quando c’è un guaio, è difficile fare finta di non vederlo. Allora prendi un attimo per pensarci, scrivi le cose che dovresti fare per cercare di andare oltre…e falle.

 

6. Cerca il punto positivo

Non è possibile che ti arriva una sfida senza che ti arriva una risorsa. Quindi sposta la tua attenzione della difficoltà, e vedi cosa c’è di positivo in tutto ciò. Se questo non basta, guarda questo filmato: http://www.youtube.com/watch?v=-DUHJLLcj8U

 

7. Nutra la tua autostima

Non solo fornisce l’energia per andare avanti, ma capirai cosi che le tue AZIONI non sono TE. Quindi, qualsiasi sia la tua esperienza del momento, non giudicarti. Quello che fai, pensi, provi e dici, non puo attaccare il valore interiore della tua propria persona.

 

8. Dissociati dell’esperienza

Non prenderla sul personale. Cerca di vedere le cose nella giusta prospettiva.

 

9. Sii spenzierato

Prova di essere un po piu spensierato. Tutto può finire da un momento all’altro, compresa la tua vita. Quindi goditi comunque i momenti della tua giornata….qualsiasi sia. Perché la Vita è molto breve, e ha un valore superiore a qualsiasi difficoltà.

 

10. Prenditi cura di te

Dedica un po piu di tempo alle cose che ti piacciono. E magari delega, se puoi, un po di piu agli altri le cose che non ti piacciono.

 

E non dimenticare che secondo l’American Psychological Association, la resilienza è una risorsa innata nell’uomo.

Ti serve solo attivarla!

 

 

 

 

I guaritori? Ecco il loro segreto

Se vi dicessi che un uomo dichiarato infermo si è alzato dalla carrozzina? Oppure che una crisi di panico è cessata non appena alla persona sono state appoggiate le mani in un determinato punto? O ancora che un uomo che ha sofferto d’insonnia per una vita ha risolto il suo problema semplicemente cambiando la posizione del letto?

Probabilmente mi prendereste per un pazzo millantatore, oppure per un imbroglione pari a quelli che vendevano tonici miracolosi nel vecchio West: tuttavia questo genere di cose accadono quotidianamente!

Accadono lontane dagli onori delle cronache, nel ricco sottobosco della cultura popolare, al di fuori degli scoop che fanno notizia, mille miglia dai salotti televisivi che sfornano armi di distrAzione di massa.

Il fatto è che i veri guaritori, ho capito, non amano la pubblicità, ne tanto meno essere idolatrati al pari dei santi e dei patriarchi; non troverete i loro annunci sui quotidiani, volantini che sponsorizzano la loro attività, echi del loro operato tra le cronache ufficiali. Il vero guaritore esercita per passione, virtù e vocazione: spesso persona timida e introversa, lo potremo trovare chiedendo di lui alle osterie nei paesi, oppure lo incontreremo tramite altre persone che a loro volta l’hanno conosciuto (sempre abbiano il coraggio di dire che lo conoscono).

Non ha frequentato scuole esoteriche e non appartiene a organizzazioni, ma è incarnazione di saggezze antiche tramandate, tesoriere di abilità perdute o ignorate: sovente negherà di sapere, ma non per timore, piuttosto per natura umile e schiva. Il vero guaritore è sempre disponibile verso chi chiede aiuto. Nelle case dei veri guaritori chi cerca aiuto sa sempre dove trovarlo, a qualunque ora e in qualsiasi stagione!

Certo capisco che suoni tutto un po’ stantio e utopico, tuttavia queste realtà sono molto più radicate di quello che si pensa: non è più di moda essere disponibili, accondiscendenti, altruistici a patto da donarsi completamente agli altri senza pretendere troppo in cambio. Eppure il vero guaritore è esattamente tutto questo. Talmente tutto questo da essere addirittura snobbato (la maggior parte dei guaritori non sono visti di buon occhio nei paesi in cui risiedono), quasi desse fastidio alle persone che strette nella propria brama di essere, non sopportano che qualcuno possa essere a proprio agio in una condizione lontana anni luce dalla loro.

Ma il vero guaritore poco si cura dei giudizi degli altri e persevera nella sua opera, incapace di comprende dall’alto della sua purezza d’intenti l’invidia e le malelingue: saldo nelle sue convinzioni dedica la sua intera esistenza alla ricerca di quella verità sfuggevole, così sottile eppure così profonda, che la scienza con la S maiuscola non si cura nemmeno di verificare seriamente.

Il fatto è che siamo tutti più portati a credere ai miracoli (che chi me ne dimostra uno senza chiamare in causa il dogma lo premio) che al miracoloso (che accade tutti i santi giorni, ma non ci facciamo mai caso) e allora non ci accorgiamo che i prodigi, quelli autentici, accadono tutti i giorni, magari davanti al nostro stesso naso.

 

Buona guarigione a tutti

Leggere con la pelle? scoperto una donna in grado di farlo

Si chiama Rosa Kuleshova, e nel 1962 fu parlare di lei. Anzi, appare un articolo sul “Time” del 25 gennaio 1963 e su “Life” il 12 giugno 1964.

Ma cosa ha di cosi speciale? Rosa legge bendata. Legge i giornali o vede le fotografie con i polpastrelli (e non è braille). Rosa riusciva a leggere un giornale in bianco e nero perfino quando era coperto da una lastra di vetro riscaldato (“Soviet Esperiments in Eyeless Vision”, International Journal of Parapsychology 6 – 1964).

Ma cos’è? un potere? una dota straordinaria?

No. E’ scienza.

Si chiama “Percezione Dermo Ottica”.

La Percezione Dermo Ottica è una straordinaria capacità dell’essere umano di leggere attraverso la pelle e non attraverso gli occhi, si tratta in pratica di riconoscere colori, lettere e numeri sfiorando la superficie con le dita delle mani (ma è possibile anche con i piedi e con altre parti del corpo, ad es. il naso o le orecchie!!).

Personalmente ritengo che la percezione, come la conoscenza, sia olografica e se riuscissimo a superare le barriere razionali che limitano il funzionamento del nostro corpo alle sue funzioni ordinarie ciascuno di noi potrebbe usufruire di enormi poteri percettivi extrasensoriali!

L’americano Gregory Razran testò Rosa Kuleshova e fu completamente sedotto e convinto della tecnica dermo-ottica.

Tutte le onde elettromagnetiche sono captate dalla percezione sensoriale e tutto il nostro ambiente naturale non è altro che energie, radiazioni, onde e vibrazioni. Le lettere stampate ed i colori emettono delle radiazioni speciali che sono captate dalla pelle prima di essere decodificate dal cervello.

Questi fenomeni di onde generate dei tessuti nervosi degli occhi sono stati sperimentati largamente sull’uomo, sugli animali e sugli insetti. Gli occhi convertono la luce visibile in impulsi elettrici e questa codificazione arriva fino al cervello dove viene decifrata. Infine il cervello trasmette i dati tramite delle immagini mentali.

Rosa non è stata l’unica nella storia a potere leggere con la pelle.

Anche David Eisenberg, un medico della Harvard Medical School, riporta in un suo resoconto la storia di due sorelle cinesi di Pechino in età scolastica, che sono in grado di “vedere” sufficientemente bene con la pelle delle proprie ascelle, leggendo lettere e identificando i colori.

In Italia, il beurologo Cesare Lombroso studiò una ragazza cieca che poteva vedere con la punta del naso e il lobo dell’orecchio sinistro (“People who saw without eyes” Frank Edwards, Strange People, 1970).

Bensì questa scoperta non ha niente di “nuovo”, sicuramente saperlo può sempre e ancora di piu allargare i propri orizzonti. Dare informazione alla nostra mente che esiste qualcosa di diverso, che ci sono sempre nuove opportunità e scelte, è quello che c’importa. Sapere, scoprire e credere che i nostri occhi non sono gli unici organi che ci permettono di “vedere”, crea infatti questa possibilità. Provare, per credere….anzi, per vedere.

 

 

 

[Nobel della Medicina] Luc Montagnier scopre il Teletrasporto quantico del DNA

E’ una rivoluzione? si lo è. Pensa che il DNA può essere “trasportato” da una cellula ad un altra.
Senza essere toccate.
Ecco quello che ha scoperto Luc Montagnier, il Premio Nobel della Medicina nel 2008.
Luc Montagnier, ha scoperto  l’ipotetica  capacità del DNA di inviare una sorta di impronta elettromagnetica di se stesso a fluidi e cellule.
Tale esperimento e la prova concreta di un “teletrasporto quantico del  DNA” riname per ora nei labboratori di  Montagnier e del suo team, fino a che la sua ricerca scientifica, non farà  apparizione nei giornali scientifici.
Oltre ai  risultati su questo presunto teletrasporto quantico, il ricercatore premio Nobel avrebbe scoperto che alcuni enzimi  possono ricreare del DNA utilizando  l’impronta eletromagnetica.
Jeff Reimers, dell’ Università di Sidney afferma che  se i risultati di tale esperimento fossero concreti tale scoperta rivoluzionerebbe i  concetti della chimica moderna facendosi strada tra gli esperimenti piu significativi degli ultimi 90 anni.
Molti ricercatori hanno reagito con scetticismo alla notizia di tale esperimento, affermado che non ci sono dati a disposizione per dimostrare la veridicità di tale scoperta.
Gli unici dati per il momento disponibili è lo svolgimento di tale processo in laboratorio, che viene effettuato utilizzando Due tubi adiacenti ma fisicamente separati tra loro che sono stati posizionati all’interno di una bobina di rame, e sottoposti ad una frequenza elettromagnetica molto debole. L’apparato è stato isolato dal campo elettromagnetico terrestre per evitare interferenze. Il primo tubo conteneva un frammento di DNA lungo circa 100 basi; il secondo conteneva invece acqua pura.
Dopo 16-18 ore, entrambi i campioni sono stati indipendentemente sottoposti ad una reazione a catena della polimerasi (PCR), un metodo comunemente utilizzato per amplificare tracce di DNA utilizzando degli enzimi (DNA-polimerasi) per creare diverse copie del materiale genetico originale. Il frammento genetico è stato rilevato in entrambi i tubi, anche se il secondo conteneva soltanto acqua.
Questo fenomeno si sarebbe verificato soltanto quando la soluzione originale di DNA è stata sottoposta a diverse cicli di diluizione prima di essere piazzata all’interno del campo magnetico. In ogni ciclo, il DNA è stato diluito con un rapporto 1 a 10, e quello che è stato definito “DNA fantasma” è stato recuperato solo dopo 7-12 diluizioni dell’originale, e non a concentrazioni estreme simili a quelle utilizzate per l’omeopatia.
Felix Franks, chimico che ha studiato l’acqua nel corso della sua carriera accademica, afferma che sulla base dei suoi studi  che le rezioni ottenute  nel eperimento non sono accettabili poiche  La struttura si distruggerebbe istantaneamente poichè l’acqua non ha memoria perciò non si puo fare un imprintig e recuperarlo piu tardi.
Un collega di Montagnier  Giuseppe Vitiello,  dell’Università di Salerno  sostiene invece che i risultati siano affidabili e che è molto importante che altri gruppi replichino l’esperimento.

Una delle utime novità  nel campo della fisica quantistica è  l’esperimento eseguto da Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2008, che ha scoperto  lipotetica  capacità del DNA di inviare una sorta di impronta elettromagnetica di se stesso a fluidi e cellule.
Tale esperimento e la prova concreta di un “teletrasporto quantico del  DNA” riname per ora nei labboratori di  Montagnier e del suo team, fino a che la sua ricerca scientifica, non farà  apparizione nei giornali scientifici.
Oltre ai  risultati su questo presunto teletrasporto quantico, il ricercatore premio Nobel avrebbe scoperto che alcuni enzimi  possono ricreare del DNA utilizando  l’impronta eletromagnetica.
Jeff Reimers, dell’ Università di Sidney afferma che  se i risultati di tale esperimento fossero concreti tale scoperta rivoluzionerebbe i  concetti della chimica moderna facendosi strada tra gli esperimenti piu significativi degli ultimi 90 anni.
Molti ricercatori hanno reagito con scetticismo alla notizia di tale esperimento, affermado che non ci sono dati a disposizione per dimostrare la veridicità di tale scoperta.
Gli unici dati per il momento disponibili è lo svolgimento di tale processo in laboratorio, che viene effettuato utilizzando Due tubi adiacenti ma fisicamente separati tra loro che sono stati posizionati all’interno di una bobina di rame, e sottoposti ad una frequenza elettromagnetica molto debole. L’apparato è stato isolato dal campo elettromagnetico terrestre per evitare interferenze. Il primo tubo conteneva un frammento di DNA lungo circa 100 basi; il secondo conteneva invece acqua pura.
Dopo 16-18 ore, entrambi i campioni sono stati indipendentemente sottoposti ad una reazione a catena della polimerasi (PCR), un metodo comunemente utilizzato per amplificare tracce di DNA utilizzando degli enzimi (DNA-polimerasi) per creare diverse copie del materiale genetico originale. Il frammento genetico è stato rilevato in entrambi i tubi, anche se il secondo conteneva soltanto acqua.
Questo fenomeno si sarebbe verificato soltanto quando la soluzione originale di DNA è stata sottoposta a diverse cicli di diluizione prima di essere piazzata all’interno del campo magnetico. In ogni ciclo, il DNA è stato diluito con un rapporto 1 a 10, e quello che è stato definito “DNA fantasma” è stato recuperato solo dopo 7-12 diluizioni dell’originale, e non a concentrazioni estreme simili a quelle utilizzate per l’omeopatia.
Felix Franks, chimico che ha studiato l’acqua nel corso della sua carriera accademica, afferma che sulla base dei suoi studi  che le rezioni ottenute  nel eperimento non sono accettabili poiche  La struttura si distruggerebbe istantaneamente poichè l’acqua non ha memoria perciò non si puo fare un imprintig e recuperarlo piu tardi.
Un collega di Montagnier  Giuseppe Vitiello,  dell’Università di Salerno  sostiene invece che i risultati siano affidabili e che è molto importante che altri gruppi replichino l’esperimento.

Luc Montagnier ha annunciato che all’inizio del mese di gennaio 2011, a 78 anni, egli assumerà la direzione di un nuovo istituto di ricerca presso l’Università Jiaotong a Shanghai.Ha intenzione di studiare le onde elettromagnetiche che vengono emanate dal DNA altamente diluite di vari agenti patogeni, che possono rivelare l’origine batterica o virale di molte condizioni, tra cui l’autismo e il morbo di Alzheimer.

Fonte: http://www.totalscienze.com/teletrasporto-quantico-del-dna

 

Dormire: il sonno guarisce? Lo spiega la Neuroscienza

Come vi svegliate dopo una buona notte di sonno? Calmi, riposati, sereni, positivi? Bene, oggi c’è la dimostrazione sperimentale del fatto che una bella dormita, accompagnata da altrettante buone fasi Rem (quelle in cui si sogna, mediamente 3 o 4 in un sonno di 8 ore, con cadenze di 90 minuti) diminuisca l’attività dell’amigdala. Situata al centro del cervello, nel lobo temporale, l’amigdala controlla l’intensità e la risposta emozionale. Nell’osservazione quotidiana, è facile constatare come il sonno si leghi al nostro stato emotivo. Ed altrettanto è stato constatato in ambito clinico, relativamente ai disturbi dell’umore. In particolare nella depressione, nell’ansia e nello stress.

Gli stati d’ansia influenzano negativamente la buona qualità del sonno, e viceversa. In questi casi si innesca un circolo vizioso così che non dormendo bene si è nervosi e ansiosi durante il giorno, e successivamente insonni, o mal dormienti, durante la notte. L’altro legame molto stretto tra stati affettivi, sonno e sogni, è verificato da tempo nella depressione. Non è tuttora ben chiaro, ad esempio, perché la deprivazione controllata del sonno, in ambiente medico, sia efficace negli stati depressivi. Ciò che viene da supporre è proprio questo legame tra la fase Rem (detta anche “sonno paradosso”), l’amigdala e, probabilmente, il riattivarsi e consolidarsi, attraverso l’ippocampo, di emozioni negative durante il sonno.

 

In sostanza, il sonno sarebbe terapeutico in transitori stati d’ansia e di nervosismo, per smaltire le tensioni della giornata. Ma se invece ci troviamo di fronte a conclamati e protratti disturbi dell’umore, come la depressione, le cose vanno diversamente. Molti depressi, ad esempio, lamentano regolarmente stanchezza, apatia, sonnolenza, e dormirebbero di continuo. Senza però trarne beneficio. Anzi. Che il sonno non sia uno stato, ma invece più simile a un comportamento è opinione sempre più diffusa tra gli scienziati del sonno.

La ricerca condotta e pubblicata di recente dal team del neuroscienziato Matthew Walker, direttore dello Sleep and Neuroimaging Laboratorydell’Università di California, Berkeley, mostra come il cervello delle persone che hanno potuto godere di una buona notte di sonno sia meno reattivo, sul piano emozionale, di quello di altrettanti volontari tenuti svegli per l’intero periodo notturno.  L’attività del cervello dei soggetti dormienti e non dormienti è stata registrata attraverso scansione con risonanza magnetica funzionale (fMRI). In pratica ai due campioni di soggetti venivano mostrate immagini emotivamente cariche, osservando e registrando come reagisse la loro amigdala. I soggetti che avevano beneficiato del sonno mostravano una intensità emotiva alle immagini inferiore, anche alla ripetizione dell’esperimento dopo 12 ore, rispetto a coloro che erano stati svegli.

Nel lavoro pubblicato da Current Biology Matthew Walker e collaboratori ritengono di aver dimostrato come il sonno Rem contribuisca a una “dissipazione” di carica emozionale da parte dell’amigdala, in risposta a precedenti esperienze emozionali (della giornata o di periodi precedenti). Tutto ciò si tradurrebbe in una minore emotività soggettiva, il giorno successivo. Torna quindi la vecchia idea di sonno e sogno come pulizia, “resettaggio” e “messa a punto” del cervello e delle funzioni neuronali.

Il sonno e il sogno, di buona qualità, avrebbero dunque anche il ruolo di sopprimere, temporaneamente, il ruolo dei neurotrasmettitori adrenergici centrali, comunemente implicati – dicono gli autori di questo lavoro – nell’eccitazione e nello stress, assieme all’attivazione di amigdala e ippocampo. Reti neurali che codificano e memorizzano  le esperienze salienti (consolidamento della memoria attraverso le emozioni, ad esempio) , avendo quindi anche il ruolo di potenziarle e depotenziarle sul piano dell’intensità emotiva.

 

Fonte: http://bioneuroblog.wordpress.com/2012/01/12/dormi-che-ti-passa-il-sonno-regola-le-emozioni/

Il Tempo? 5 passi per prendertelo (e tenertelo)

“Il tempo vola”…”non ho tempo!”….”mamma mia, siamo gia sera e sono cosi stanca!”……”sono sempre di corsa”….quante volte dici frasi del genere?

Negli ultimi 10 anni sembra che lo scorrere del tempo ci sia velocizzato in maniera esponenziale e spesso ci troviamo a rincorrerlo senza riuscirci. Che sia la colpa della frequenza Shumann? O di avere cosi tante cose da fare che non si può fare a meno di riempire l’agenda? Non importa il perché, ora importa come fare per ritrovare un po di tempo per sé. Ma come?

Vivere slow si può: s’impara ed è un allenamento. Ecco allora 9 accorgimenti semplici ed efficaci:

1) Prendi un appuntamento con te stesso. Nella tua agenda, fissa al meno 2 appuntamenti settimanali di 1 ora ciascuno per staccare: potresti fare 1 ora di meditazione, di giardinaggio, di pittura o di musica. Non importa. L’importante è che ti prendi un appuntamento fisso con te, e che lo rispetta come tu rispetti gli appuntamenti di lavoro o di famiglia.

 

2) Mangia con calma. Sicuramente mangiare è diventato un “obbligo” e lo fai sempre piu di corsa temendo di “togliere” tempo prezioso per altre attività. Invece, è un momento sacro e importante, se mangi male e di fretta, il tuo corpo ne risentirà per tutto il giorno, e non avrai l’energia necessaria per affrontare tutto quello che devi fare. Mangiare con calma diventa allora un investimento energetico ;)

 

3) Segui la tua passione. Sicuramente hai un hobby che ti piace molto. Ma spesso le tue priorità e responsabilità prendono il sopravento e lo stai sempre di piu mettendo da parte. Quando siamo bambini, passiamo molto tempo a divertirci con poco niente: un pezzo di cartone diventa una maschera di carnevale, una coperta tirata su due sedie diventa un castello magico, e con il rotolo di cartone della carta igienica si faceva uno strumento di musica (si metteva i chicchi di riso, ti ricordi?). Invece da adulto….nemmeno con i strumenti sofisticati della tecnologia, si riesce a divertirsi sanamente. Ecco perché la vita diventa pesante! Per alleggerirla, ritrovi le tue antiche passioni!

 

4) Coltiva le tue amicizia e la tua famiglia. Una cena a casa con le persone che ami accompagnato da una buona bottiglia di vino: questo si che rilassa la mente!!!! Magari alla fine della cena: giocare ad un gioco di società, organizzare una tombola, o anche una lettura delle carte…..un buon momento per staccarsi del train train quotidiano!

 

5) Lascia andare il superfluo. Pensa un momento a tutte le cose che fai senza avere tanto voglia di farle. Andare in palestra? E’ veramente un rilassamento? O la corsa verso i chili ti sta lentamente addormentando. Magari se fai un corso di ballo argentino, bruceresti lo stesso calorie, ma divertendoti.

 

Io personalmente, per interrompere lo scorrere del tempo, mi sdraio una quindicina di minuti sul divano o nel letto, chiudo gli occhi, e non penso a nulla. E’ favoloso come quando riapro gli occhi, il mondo mi appare piu chiaro e piacevole.

Ora tocca a te!!!!!

 

 

Corpo Quantico: i 3 passi per crearti una frequenza di “casa”

Una sera ero tranquillamente sdraiata nel mio letto a leggere un libro. Era un libro che parlava della storia degli Angeli, appassionante! Stavo mentalmente ripercorrendo i stessi passi di Mosè sul Monte Sinai, entrai nella Terra Promessa seguendo Giosia e da un tratto mi senti imprigionare delle truppe del Re Nabucodonosor per essere deportata a Babilonia. In tutti questi momenti, una candela soffusa accompagnava le parole degli angeli, e di un tratto la mia casa fisica non esisteva piu: ero nel passato, culata da misteriose energie e accompagnata da splendide frequenze.

Dopo un po, lasciò il libro e chiusi gli occhi: sentivo il mio corpo pieno di beatitudine e di gioia intensa: Frank Kinslow lo chiama “eufeeling”, io la chiamo “la frequenza di casa”.

In un articolo uscito nel numero 2005 di SHIFT – la rivista dell’Institute of Neotic Scienze – Rollin McCraty, Raymond Trevor e Dan Tomasino scrivevano sul campo cardiaco del nostro corpo. Dicevano che “il cuore genera il campo elettromagnetico ritmico piu potente ed esteso”. Ha un ampiezza sessanta volte maggiore di quello del cervello, permeo ogni cellula e può essere individuato a notevole distanza dal corpo.

Quando ti trovi nella “frequenza di casa”, il tuo cuore emette la piu alta frequenza che ci sia: senti il tuo corpo vibrare di mille piccole scosse piacevole. Sei percorso di una sensazione di benessere intenso, hai la consapevolezza che tutto è perfetto cosi com’è e non solo lo sia ma lo senti!!!!! Ti vengono le lacrime di gioia agli occhi e non puoi fare a meno di ringraziare silenziosamente per questo regalo, senti una profonda gratitudine invadere tutto il tuo essere, e non esiste separazione fra te e il mondo.

 

Come puoi creare questa frequenza di casa?

 

1) Sospendi ogni giudizio.  Generalmente si sente questa frequenza quando sei completamente assorto in un’altra faccenda: stai leggendo un libro splendido, guardando un film che ti eleva e che ti affascina, sei perso nell’amore, stai vedendo un fenomeno della natura eccezionale (tramonto, aurora boreale, fiori spettacolari…) Guardi un bambino sorridere, giochi con un animale. In realtà non è cio che fai che te la crea: è cio che non fai. In quei momenti: non stai giudicando niente! Non ti stai giudicando te, ne gli altri, ne il mondo, ne l’universo….Sei semplicemente presente.

 

2) Connettiti alle tue sensazioni interiori. La vita frenetica che vive no ti permette semplicemente di prenderti il tempo per ascoltare quello che succede dentro di te. C’è sempre un problema da risolvere, una cosa da fare, una persona da chiamare, una mail a rispondere. Pensi al passato, di quello che avresti potuto fare o non fare e pensi al futuro di quello che farai o non farai. Ma in quei momenti, manca una cosa importante: TE. In tutti questi momenti, non sei connesso alla parte piu profonde di te, manchi a te stesso!

 

3) Prova gratitudine. Facendo l’elenco mentalmente di tutto quello che hai: un letto dove dormire, del cibo per nutrirti, la compagnia di altri essere umani di luce nella tua vita….fa si che automaticamente il tuo cuore si colma di gioia. Questa gioia va a riempire tutte le ferite dell’anima e della mente, e automaticamente va a appianare qualsiasi disturbi energetico. Provare gratitudine è un arte, un arte che s’impara. Allenati ogni sera prima di dormire e ogni mattina prima di alzarti. Vedrai che dopo qualche giorno, questa gratitudine sarà ancorato dentro di te e potrai vivere nella frequenza di casa in continuazione.

 

La vita ci concede molto di piu di quello che pensiamo che esista. Abbiamo sempre a disposizione tutto quello di cui abbiamo bisogno, ma lo utilizziamo? Prova il semplice esercizio di sopra e questo potrà cambiare la qualità della tua energia. Potrai notare con il tempo che ti arrivano sempre piu opportunità nella tua vita: incontri con persone alte energeticamente, richieste di lavoro, un corpo piu sano e energetico, una mente piu sveglia.

E come dice Eckart Tolle “Non siete mai tanto essenzialmente, profondamente voi stessi come quando ci trovare nell’immobilità”. Smetti di correre per cercare chissà cosa: tutto è gia dentro di te.

 

Sei un creativo o un eccentrico?

Spesso le persone molto creative hanno comportamenti eccentrici, forse perché il loro cervello usa le informazioni in maniera diversa. E’ quello che insegna Shelley Carson, una ricercatrice presso la Harvard University dove tiene corsi sulla creatività, la psicologia anormale e resilienza.

Shelley racconta spesso la storia di Albert Einstein, che raccoglieva mozziconi di sigaretta per le strade e ne ricavava il tabacco per la sua pipa. Parla di Robert Shumann che credeva che le sue composizioni gli fossero dette dalla tomba di Betthoven o di altri musicisti deceduti, di Charles Dickens che brandiva l’ombrello, durante le sue passeggiate a Londra, contro schiere di monelli immaginari.

Ma non è solo la gente comune a percepire come eccentrici i creativi, anche loro, molto spesso, si trovano diversi, incapaci di trovare il loro posto in questo mondo. Ma forse non è solo una sensazione: le ultime ricerche sulla biologia molecolare dimostrano che i cervello dei creativi filtrano l’informazione in maniera diversa. Hanno trovato che la creatività ha altre proprietà: il pensiero magico (credenze nel paranormale) esperienze percettive insolite (distorsione della realtà), anedonia sociale (preferenze delle attività solitarie), lieve paranoia (sensazione che le persone siano delle minacce). Sono tutti dati scoperti della ricerca condotta nel 1996 da Leonard Heston, studioso di genetica del comportamento. Il modo di pensare e i comportamento potrebbe rafforzare il pensiero creativo. O forse è il contrario: alcuni meccanismi che stanno alla base dell’eccentricità abbiano anche l’effetto di promuovere il pensiero creativo.

Creativi o strani?

Per esplorare i legami tra creatività ed eccentricità, spesso i ricercatori usano questionari contenenti domande sulle esperienze e i tratti personali. Per verificare le vostre caratteristiche rispondi “si” o “no” alle domande seguente:

1- Ti capita spesso di avere idee senza sapere da dove sono venute?

2- Ti consideri una persona altamente logica?

3- Pensi e parli spesso con metafore?

4-Hai una vasta gamma di interessi

5- Trovi difficile passare il tempo in solitudine senza accendere la tv o altri apparecchi elettronici

6- Credi nella telepatia?

7- Hai mai sentito la presenza di qualcosa nella stanza in cui ti trovi, pure sapendo di essere solo?

8- Pensi che i tuoi sogni possano a volte anticipare gli eventi futuri?

9- Credi che certi eventi oppure oggetti possano essere segni inviati per aiutarti a fare scelte importanti?

10- Credi che nel mondo potrebbero essere al lavoro forze non individuabili con gli strumenti della scienza?

11- Ti capita spesso di sentirti come un piolo in un foro rotondo?

Punteggio:

contare il numero di “si” delle risposte alle domande 1,3,4. Aggiungere il numero di “No” alle domande 3,5. Alti valori (fino al massimo di 5) indicano la presenza di una modalità di Creatività.

Ora conti il numero di risposte “si” date alle domande 6 e 10. Un punteggio alto indica maggiore probabilità di avere una personalità schizotipica (disturbo di personalità caratterizzato, oltre che da tendenza all’isolamento sociale, da uno stile comunicativo e di pensiero eccentrico, tipicamente vago o metaforico, da stranezze del comportamento, e da idee di riferimento o credenze insolite) che è associato ad un comportamento strano o eccentrico.

Le persone che conseguono un alto punteggio nelle prime cinque domande tendono ad avere un punto alto anche per il secondo gruppo di domande. La risposta “si” all’ultima domanda è legata sia al pensiero creativo sia alla personalità schizotipica.

Fonte: “le Scienze: Mente e Cervello nov. 2011” – Shelley Carson

Designed by Trucks - For SUV, Online Coupons and Modern Warfare 3